{"id":175,"date":"2009-11-03T00:00:00","date_gmt":"2009-11-02T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.diocesitn.it\/caritas\/2009\/11\/03\/dati-2008-cedas-e-servizi-fondazione-comunita-solidale\/"},"modified":"2009-11-03T00:00:00","modified_gmt":"2009-11-02T23:00:00","slug":"dati-2008-cedas-e-servizi-fondazione-comunita-solidale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.diocesitn.it\/area-testimonianza\/2009\/11\/03\/dati-2008-cedas-e-servizi-fondazione-comunita-solidale\/","title":{"rendered":"Dati 2008 Cedas e servizi Fondazione Comunit\u00e0 Solidale"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"MsoNormal\"><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<!--?xml:namespace prefix = o ns = \"\"urn:schemas&#045;microsoft&#045;com:office:office\"\" ?--><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"center\"><b>Presentazione dati 2008 dei\u00a0 CedAS e\u00a0 Servizi segno FCS<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b>I Centri di Ascolto e Solidariet\u00e0 (CedAS) di Trento e Rovereto <\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Quest&#8217;anno \u00a0\u00e8 possibile\u00a0 fornire un dato pi\u00f9 completo ed attendibile riguardo le persone che si rivolgono ai CedAS per pi\u00f9 anni consecutivi. Nel Rapporto 2008 di prossima pubblicazione si \u00e8 infatti scelto di offrire un confronto tra i dati di 3 anni (2006-2007-2008) per disporre di un maggiore spettro di osservazione e provare a capire alcuni fenomeni visti in questo periodo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Ad esempio il 59% delle persone che si sono rivolte al Centro di Ascolto di Trento nel 2008 (su un totale di 1613 persone) non era conosciuto precedentemente. Rispettivamente il 19% e il 16% sono le persone\u00a0 gi\u00e0 conosciute\u00a0 da due o tre anni. Infine si rileva il fenomeno &#8216;dei poveri di ritorno&#8217; ossia di coloro che si sono presentati nel 2006 e poi nel 2008 pari al 6%. Anche Rovereto conferma la tendenza di Trento: infatti su complessive 881 persone incontrate nel 2008 il 61% sono &#8216;nuove&#8217;, ossia nei tre anni precedenti non si sono mai rivolte al CedAS, il 18% \u00e8 stato seguito negli ultimi due anni e il 15% da 3 anni. Le persone invece che ritornano ad un anno di distanza (2006 e 2008)\u00a0 sono il 6%.Questi dati sembrano confermare la lettura fatta l&#8217;anno scorso: i Centri di Ascolto incontrano persone per lo pi\u00f9 di passaggio, ma allo stesso tempo rilevanti sono coloro in carico da almeno due o pi\u00f9 anni consecutivi (in media il 34%), sintomo che queste persone tendono a rimanere in una situazione di difficolt\u00e0 per pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Scendendo nel dettaglio notiamo che il Centro di Ascolto di Trento registra da ormai 2 anni un costante calo delle persone che vi si rivolgono: infatti dalle 2447 persone ascoltate nel 2006 siamo passati alle 1918 del 2007 per raggiungere le 1613 attuali (- 16% rispetto al 2007).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Un dato apparentemente in controtendenza rispetto alla congiuntura socio economica del momento ma che si pu\u00f2 giustificare con nuovi elementi decisamente positivi. Sul calo del numero di persone incontrate ha influito \u00a0il potenziamento della rete con i Centri di Ascolto decanali\/zonali di Lavis, Pergine e Mezzocorona e\u00a0 con le parrocchie della citt\u00e0 di Trento, che sono stati maggiormente coinvolti nella presa in carico di persone in difficolt\u00e0 residenti nel loro territorio. Infine durante il 2008 <!--?xml:namespace prefix = st1 ns = \"\"urn:schemas&#045;microsoft&#045;com:office:smarttags\"\" ?-->la Caritas Diocesana si \u00e8 attivata con nuove opere segno, pi\u00f9 promozionali e meno assistenzialistiche, per rispondere soprattutto a due bisogni costanti: la richiesta di sostegno economico e quello di vestiario. Per il primo aspetto \u00e8 nato lo strumento del Credito Solidale, finalizzato all&#8217;erogazione di prestiti a famiglie in difficolt\u00e0 economica temporanea e straordinaria, che nei primi 9 mesi ha visto l&#8217;accesso allo Sportello di Trento di 100 persone. Per il secondo, di prossimo avvio, prender\u00e0 forma nel Negozio del Riuso, che offrir\u00e0 alle persone la possibilit\u00e0 di acquistare abiti usati o nuovi a basso costo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Rispetto invece a quello che poteva essere un &#8216;effetto crisi&#8217; ci pare di poter affermare che non si sia manifestato particolarmente nel 2008 ma piuttosto vedremo le sue conseguenze con i dati del 2009, soprattutto nell&#8217;ultimo semestre.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Il Centro di Ascolto di Rovereto invece mantiene un trend in costante crescita, con la presenza di 881 persone nel 2008, segnando un incremento del 6% rispetto al 2007.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">La percentuale di presenza di immigrati e italiani presso i due\u00a0 Centri di Ascolto \u00e8 praticamente identica: rispettivamente 74% e il 25% (del restante 1% non \u00e8 stata rilevata la cittadinanza).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Nel 2008 al CedAS di Trento si sono rivolti 403 italiani ( 454 nel 2007, -11%) e 1181 immigrati<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0(1464 nel 2007,- 19%). L&#8217;analisi del paese di provenienza evidenzia alcuni importanti cambiamenti rispetto all&#8217;anno precedente: al primo posto infatti troviamo il Marocco (249 persone vs 208 del 2007), che supera la Romania (166 persone vs le 278 del 2007). Seguono Tunisia, Moldavia, Ucraina e Albania. Se \u00e8 vero che le nazionalit\u00e0 pi\u00f9 numerose sono sempre le stesse (ad eccezione del Brasile che l&#8217;anno scorso si collocava al 6 posto e che quest&#8217;anno invece \u00e8 sostituito dall&#8217;Albania) balza all&#8217;occhio il notevole calo delle persone provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e l&#8217;aumento di quelle provenienti dall&#8217;area Maghrebina.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">A Rovereto invece si registra\u00a0 un leggero incremento rispetto al 2007 (+ 4%), con la presenza di 656 immigrati incontrati nel 2008. Anche qui si conferma l&#8217;aumento delle persone del Maghreb ed un calo delle nazionalit\u00e0 dell&#8217;Est Europa (anche se non in maniera cos\u00ec significativa come a Trento). Al primo posto quindi si colloca\u00a0 il Marocco (114 vs 86), seguito da Romania, Ucraina, Algeria, Albania ,\u00a0 e infine come new entry, la Tunisia , che sorpassa la Moldavia (37 vs 52).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">In merito a questi dati significativi \u00e8 possibile fare alcune ipotesi:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la prima \u00e8 relativa alla presenza e alla richiesta delle assistenti domiciliari (o badanti), donne quasi esclusivamente dell&#8217;Est Europa, che fino a 5 anni fa era un fenomeno in straordinaria espansione. L&#8217;impressione \u00e8 che oggi esse siano una presenza generalmente ben integrata (e quindi meno bisognosa di assistenza) e che il &#8216;mercato&#8217; dell&#8217;assistenza domiciliare si sia per certi versi &#8216;saturato&#8217; e stabilizzato, quindi con meno richieste,<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l&#8217;altra ipotesi prende in considerazione naturalmente l&#8217;entrata nella UE della Romania (prima nazionalit\u00e0 straniera in Italia e anche ai CedAS di Trento e Rovereto fino al 2007) , evento che ha forse modificato i flussi migratori da quel paese verso l&#8217;Italia, aprendo opportunit\u00e0 simili in altri paesi,<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 per quanto riguarda invece la consistente presenza di magrebini, essa \u00e8 forse riconducibile agli accordi istituzionali tra l&#8217;Italia e alcuni paesi del Nord Africa, che permettono una circolazione pi\u00f9 facile di questi migranti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Per quanto riguarda le caratteristiche di genere, classi di et\u00e0 e tipologia di nucleo familiare\u00a0 rimangono sostanzialmente confermate le tendenze evidenziate nel rapporto del 2007. A Trento, tra gli stranieri, predominano nettamente\u00a0 gli uomini, pari al 66%,\u00a0 mentre a Rovereto i due generi sono equamente rappresentati. Le donne sono generalmente pi\u00f9 numerose rispetto agli uomini nelle nazionalit\u00e0 dell&#8217;Est Europa, mentre per l&#8217;area maghrebina la tendenza \u00e8 inversa (pi\u00f9 uomini che donne). La maggior parte degli immigrati appartiene ad una fascia di et\u00e0 centrale: praticamente oltre il 94% degli stranieri ha un&#8217;et\u00e0 compresa tra i 21 e i 60 anni. Il 34% di loro vive in famiglia, mentre coloro che vivono da soli o che non hanno un nucleo familiare di riferimento rappresentano oltre il 48% del totale. Se incrociamo i dati relativi alla tipologia di nucleo familiare con quelli del genere emergono alcune caratteristiche: la condizione di solitudine \u00e8 pi\u00f9 diffusa tra\u00a0 gli uomini in quanto oltre il 72% di coloro che non hanno riferimenti parentali sono maschi. Tra coloro, invece, che vivono presso altra famiglia la maggior parte \u00e8 donna (oltre il 58%), dato che pu\u00f2 indicare anche la convivenza delle badanti con la persona assistita. La condizione femminile caratterizza generalmente tutte quelle persone che vivono in coppia con il proprio coniuge e in modo pi\u00f9 accentuato con\u00a0 presenza di figli insieme a nuclei monogenitoriali con figli (oltre il 60%).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Un&#8217;altra analisi interessante, novit\u00e0 di quest&#8217;anno, \u00e8 quella relativa alla condizione professionale incrociata con la tipologia di nucleo familiare. Innanzitutto il dato generale sull&#8217;inserimento lavorativo degli stranieri non \u00e8 confortante (\u00e8 importante precisare che tale dato a Rovereto non \u00e8 stato rilevato nel 12% dei casi e a Trento nel 16%): a Rovereto solo il 32% dichiara una fonte di reddito da lavoro (con alta percentuale di precari), mentre a Trento la percentuale \u00e8 notevolmente pi\u00f9 bassa: solo l&#8217;11% ha un&#8217;occupazione. In termini percentuali oltre la met\u00e0 (52 % a Trento e 55% a Rovereto) di coloro che possiedono un lavoro hanno una famiglia a carico (nuclei monogenitoriali con figli, seguiti dalle coppie con figli). Si pu\u00f2 infine presumere che la percentuale di coloro che hanno un lavoro e che vivono in famiglia aumenti nel momento in cui si suppone che la maggior parte delle donne che figurano come casalinghe abbiano un marito che lavori. La condizione di coloro che invece non hanno alcuna fonte di reddito riguarda in primis quelli che sono ospiti in strutture di accoglienza, seguite dalle persone sole. Infine \u00e8 interessante notare che le persone che dichiarano di vivere presso altra famiglia hanno un tasso di occupazione lavorativa piuttosto elevato (vicino al 40%), facendo intuire che, con ogni probabilit\u00e0, si tratta delle assistenti domiciliari dell&#8217;est che vivono presso la persona assistita.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Rispetto alle richieste che gli immigrati hanno rivolto ai Centri di Ascolto, a Trento su 5450 richieste complessive (- 6,3% rispetto al 2007) i 1181 immigrati hanno inoltrato 3511 richieste. Quella prevalente si conferma essere il vestiario (1322), seguito dai pacchi viveri (630). La richiesta di vestiario \u00e8 stata presentatata da 809 persone immigrate per lo pi\u00f9 provenienti dal Maghreb (255 persone), dall&#8217;Europa dell&#8217;Est ( 125 rumene, 34 ucraine, Bulgare 26), seguono poi Albania (29) e Algeria (26). I pacchi viveri sono invece stati richiesti da 129 persone, al primo posto troviamo il Maghreb (30 persone), l&#8217;area Balcanica (28 persone), e il Brasile (14 persone). Infine rispetto al 2007 se le richieste di \u00a0vestiario (1322) e pacchi viveri (630) diminuiscono\u00a0 aumentano in valori assoluti quelle di schede telefoniche (289) e biglietti viaggio (327).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Al CedAS di Rovereto su 1771 richieste complessive (+12% rispetto al 2007), 1299 sono state inoltrate da immigrati: al primo posto troviamo sempre il vestiario (561) seguito dalla richiesta di mobilio e di lavoro, rispettivamente 268 e 163 domande. Analizzando invece il numero di persone immigrate che hanno richiesto un determinato bene emerge che coloro che hanno richiesto vestiario sono 254, seguiti da quanti hanno chiesto mobilio e lavoro rispettivamente 129 e 102 persone, mentre gli stranieri che hanno richiesto aiuto per un pacco viveri sono 37. Se incrociamo i dati della richieste di tipologie di beni con la tipologia di nucleo familiare vediamo che le famiglie con figli richiedono interventi quali vestiario e mobilio; le richieste di lavoro provengono per lo pi\u00f9 da persone che vivono presso altra famiglia (badanti). Per tutte le richieste appena citate sono le donne le maggiori richiedenti: 311 femmine a fronte di 221 maschi, in particolare \u00e8 la donna che fa maggior riferimento al Centro di Ascolto per la ricerca di un lavoro: 95 donne a fronte di soli 7 uomini.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Focalizzando ora l&#8217;attenzione sugli italiani, a Trento ne sono stati \u00a0ascoltati \u00a0403 persone (454 nel 2007, -11%), oltre il 72% sono maschi. Riguardo le caratteristiche socio-economiche risultano confermate le tendenze gi\u00e0 rilevate negli anni precedenti. Le fasce d&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 rappresentative vanno dai 21 a 70 anni, in particolare le persone che hanno oltre i 61 anni rappresentano il 10% del totale. Nel dettaglio la fascia di et\u00e0 pi\u00f9 numerosa \u00e8 quella compresa tra i 41 e 50 anni (32, 5%).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">In generale si tratta nella maggior parte dei casi di persone che non hanno un riferimento familiare vicino e stabile, pari al 58%, mentre coloro che vivono in famiglia rappresentano il 25%. Anche in questo caso incrociando i dati della tipologia di nucleo familiare con il genere notiamo come la condizione di solitudine riguarda in maniera preponderate gli uomini , ma a differenza degli immigrati gli uomini\u00a0 sono presenti significativamente anche tra coloro che vivono in famiglia, ad eccezione dei nuclei familiari monogenitoriali con figli, dove \u00e8 netta la preponderanza delle donne. Come gli anni scorsi la richiesta pi\u00f9 frequente per gli italiani e quella del pacco viveri (557), seguita dal vestiario (395). In generale nonostante il numero di italiani sia diminuito, complessivamente le richieste sono aumentate (1860,+4%).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">Al centro di Ascolto di Rovereto i volontari, nel corso del 2008, hanno incontrato 225 italiani, 140 maschi e 85 femmine. Rispetto all&#8217;anno precedente si \u00e8 verificato un incremento dell&#8217;utenza italiana (+15%), in particolare delle donne (+31%). Come per gli stranieri, anche gli italiani sono concentrati nelle classi di et\u00e0 centrali (21-60 anni).Tenendo conto che in oltre il 32% dei casi il dato non \u00e8 a disposizione, a differenza del Centro di Ascolto di Trento, le persone che vivono in nucleo familiare e coloro che\u00a0 vivono da soli sono equamente rappresentati (entrambe circa 32%).La condizione di solitudine interessa pi\u00f9 gli uomini, mentre i nuclei monogenitoriali con figli \u00e8 caretterizzato prevalentemente da donne (66%). \u00c8 interessante notare (vale anche per Trento), che\u00a0 le persone pi\u00f9 occupate risultano i genitori soli con figli a carico: tale dato pu\u00f2 indicare, come per gli altri anni, la difficolt\u00e0 dei nuclei monogenitoriali a sostenere tutte le spese, nonostante la presenza di un lavoro.<\/p>\n<p class=\"MsoListBullet\">Gli italiani hanno inoltrato, nel corso del 2008, 472 domande di aiuto (+26% rispetto al 2007). In questo caso, gli interventi principali hanno riguardato il vestiario (172), accoglienza di parenti con degenti in ospedale (69), il\u00a0 mobilio (38) e le schede telefoniche (27).<\/p>\n<p class=\"MsoListBullet\">Per concludere\u00a0 si riporta il dato, a nostro avviso molto significativo, relativo alle frequenze (ossia il numero di volte) con cui le persone (italiani e stranieri) si rivolgono ai Centri di Ascolto nell&#8217;arco di un anno (si precisa che l&#8217;analisi delle frequenze \u00e8 stata effettuta solo per il CedAS di Trento, ma presubilmente la tendenza che ne emerge \u00e8 ascrivibile anche a Rovereto).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Nel corso del 2008 le persone che si sono presentate solo una volta sono state 808 (50% del totale), quelle che si sono presentate dalle 2 alle 4 volte sono 516 (32%) e 289 (18%) quelle che si sono presentate pi\u00f9 di 4 volte.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\">\u00c8 interessante notare che mentre il numero degli stranieri diminuisce mano a mano che aumentano le frequenze, il numero degli italiani tende a rimanere quasi invariato: su 403 italiani, 124 si presentano al Centro di Ascolto pi\u00f9 di 4 volte, mentre dei 1881 stranieri solo 162 si sono rivolti \u00a0al CedAS con la medesima frequenza.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Questa tendenza mette in luce come le problematiche degli immigrati siano sostanzialmente diverse da quelle degli italiani. Infatti se per i primi le difficolt\u00e0 sono legate nella maggior parte delle volte al loro inserimento in Italia (ricerca casa, ricerca lavoro), per cui hanno bisogno di un sostegno nel periodo iniziale del loro arrivo, per gli italiani il percorso pu\u00f2 essere definito inverso, in quanto il loro contatto con il CedAS avviene\u00a0 quando hanno gi\u00e0 perso il lavoro e\/o la casa, quindi sono incanalati\u00a0 in un percorso di &#8216;esclusione&#8217; sociale, dal quale difficilmente riescono ad uscire (anche a causa dell&#8217;et\u00e0 che tendenzialmente \u00e8 pi\u00f9 elevata rispetto a quella degli immigrati) e che per questo necessitano di un accompagnamento pi\u00f9 lungo nel tempo da parte del CedAS.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><i>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><b>I Centri di Ascolto e Solidariet\u00e0 di Arco,Lavis,\u00a0 Mori e Pergine<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Oltre a Trento e Rovereto, i Centri di Ascolto di Arco, Lavis, Mori e\u00a0 Pergine hanno incontrato oltre 750 persone di cui almeno l&#8217;80% sono immigrati. Per i dettagli sulle persone incontrate da ciascuno dei \u00a04 Centri sopracitati si rimanda al Rapporto di prossima pubblicazione in cui saranno evidenziate le peculiarit\u00e0 di ciascun territorio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\"><b>I Servizi di Fondazione Comunit\u00e0 Solidale<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Nel 2008 si rileva un aumento delle persone accolte(1.622) a cui vanno aggiunte 521 persone incontrate per strada da Unit\u00e0 di Strada. Riguardo alla provenienza l&#8217;aumento del numero di \u00a0persone ha riguardato coloro che provengono dai paesi Extra UE (958 persone, +34%), mentre si rileva un abbassamento di coloro che provengono dai paesi Europei (-25%). Gli italiani sia residenti in Provincia di Trento che in altre provincie italiane sono in leggero aumento (434 persone, quasi +2%). Si possono rilevare i seguenti fenomeni:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>in generale vi \u00e8 un aumento delle richieste di accesso presso i servizi a bassa soglia, alle quali non sempre si riesce a dare risposta<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>aumentano gli italiani in numero assoluto, ma soprattutto aumenta il periodo della loro presa in carico da parte dei servizi<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>aumenta la richiesta di accoglienza presso le varie strutture da parte di residenti nella Provincia di Trento, sia italiani che stranieri. Quest&#8217;ultimi spesso erano gi\u00e0 conosciuti dai servizi, ma vi ritornano in seguito alla perdita del posto di lavoro<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>l&#8217;aumento delle persone residenti in Provincia comporta che per queste sia necessaria una presa in carico e l&#8217;attivazione di una progettualit\u00e0 con i vari servizi territoriali (sociali e specialistici).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Infine un primo confronto tra i mesi di gennaio-settembre 2008 e 2009, evidenziano presso la struttura di pronta accoglienza di Trento l&#8217;aumento sia del numero di persone accolte sia del numero di pernottamenti. Aumentano anche il numero di persone provenienti dalla provincia di Trento e dagli Stati Europei. \u00a0Per Casa Briamasco si pu\u00f2 notare come la presa in carico media sia quasi raddoppiata e l&#8217;aumento del 38% delle persone residenti in Provincia di Trento. Per la Casa di Accoglienza di Rovereto si registra l&#8217;aumento della durata di presa in carico degli ospiti passata da oltre 24 giorni di media a oltre 28,\u00a0 questo soprattutto per coloro che provengono da altri Paesi UE e per i residenti in Provincia di Trento.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<\/div>\n<p>&#8220;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0 Presentazione dati 2008 dei\u00a0 CedAS e\u00a0 Servizi segno FCS \u00a0 I Centri di Ascolto e Solidariet\u00e0 (CedAS) di Trento e Rovereto Quest&#8217;anno \u00a0\u00e8 possibile\u00a0 fornire un dato pi\u00f9 completo ed attendibile riguardo<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1083],"tags":[],"class_list":["post-175","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-servizio-caritas-rapporti-diocesani-delle-poverta"],"acf":{"seed-localization-paese-cod":"","seed-localization-address":"","seed-localization-citta":"","seed-localization-regione-cod-istat":"","seed-localization-citta-cod-istat":"","seed-localization-localita":"","seed-localization-cap":"","seed-localization-marker-visibility":false,"seed-localization-children-visibility":false,"seed-localization-kml":null,"seed-localization-custom-marker":null},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.2 - 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